Fiori-giardinaggio
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Al genere Yucca appartengono circa 40 specie di piante: le diverse specie si presentano prive di fusto o dotate di fusto legnoso eretto, con foglie lineari e spatiformi disposte a forma di rosette aperte. Se coltivate all’aperto, queste piante possono raggiungere dimensioni notevoli. La varietà Yucca gloriosa, così chiamata per il suo caratteristico portamento superbo, è nota anche col nome di “candela del Signore”, dovuto sicuramente alla tipica forma e al colore bianco crema della sua infiorescenza.
Questa pianta, da noi oggi utilizzata a scopo esclusivamente decorativo, per interni e per esterni, viene impiegata dai contadini dell’America Centrale, da tempo immemore, nella produzione di alcol e nella realizzazione di manufatti artigianali, sia con la parte legnosa del tronco che con il midollo spugnoso fatto a strisce. Dalle radici è possibile ricavare la saponina, un glicoside vegetale che ha la proprietà di formare insieme all’acqua una soluzione schiumosa, simile al sapone.
Generalmente, la Yucca gloriosa comincia a fiorire dopo circa 5 anni di vita vegetativa. Per svilupparsi, ha bisogno di luce viva, per almeno 3 ore al giorno: in estate è consigliabile trasferire la pianta, se tenuta in appartamento, all’aperto, dove può stare a contatto con la luce diretta del sole per 3/4 ore. Se le foglie in basso ingialliscono e non ne nascono di nuove, ciò significa che la luce non è sufficiente. Crescono bene a temperature medie, fino ad un minimo di 10 gradi. Durante il periodo vegetativo, in primavera, estate e autunno, occorre annaffiare abbondantemente senza, però, far ristagnare l’acqua nel vaso. Nel periodo invernale, invece, basta evitare che il terriccio si secchi.
Le infiorescenze, a pannocchia, si sviluppano su un lungo stelo ed i singoli fiori, pendenti, hanno forma campanulata e si schiudono durante la notte, regalando un delicato profumo. La fioritura è, però, rara se la pianta viene coltivata in appartamento. La Yucca gloriosa, come le altre specie del genere, non va potata: è sufficiente eliminare le foglie danneggiate o secche, sì da evitare che possano diventare veicolo di fastidiose malattie parassitarie. E’ consigliabile pulire le foglie servendosi di un panno umido.









